Termocoperte: un termine che ai più potrebbe far rimandare al mondo delle gare motociclistiche. Vengono utilizzate infatti per riscaldare o mantenere i pneumatici a una certa temperatura prima della partenza, altrimenti perderebbero aderenza a causa dello sbalzo termico costituendo quindi un serio pericolo; sono impiegate anche per i serbatoi di benzina, poiché tenendo quest’ultima al riparo dal freddo ne evitano la diminuzione.

Le termocoperte aziendali

Da queste esperienze i nostri tecnici specializzati hanno allargato il campo applicativo anche alla sfera industriale, creando termocoperte per cisternette, fusti, bidoni e tubi. La loro funzione in questo caso è di mantenere o modificare la temperatura delle sostanze all’interno, sostanze che possono essere liquide (olio, composti chimici), fluide (vernici, colle, resine) o gassose (CO2 ecc.), in modo che possano essere veicolate meglio.

Termocoperte personalizzate

Possono essere personalizzate nella forma, dimensione, nei materiali e nella potenza a seconda delle necessità del cliente; nel caso delle cisternette per esempio è possibile applicare un foro sulla copertura in prossimità del coperchio, in modo da poter accedere all’interno senza doverla rimuovere. Le modifiche apportabili o le personalizzazioni sono innumerevoli e i nostri tecnici aiuteranno a trovare la soluzione migliore per ogni esigenza.

La temperatura delle termocoperte

Vi è anche la possibilità di programmare il livello di riscaldamento per determinati periodi di tempo in modo che, per esempio, possa variare automaticamente con il passare da una stagione più calda a una più fredda.

I materiali usati nelle termocoperte

Rappresentano quindi un grande vantaggio in termini di praticità, sia che si tratti di termocoperte per cisternette sia per tubi o altri contenitori: sono facilmente rimovibili, stoccabili senza grossi ingombri, trasportabili grazie al loro peso massimo di soli 7 kg; vengono realizzate con materiali che ne garantiscono robustezza, come il cavo scaldante provvisto di isolamento in Teflon o particolari isolanti che le rendono operative fino a – 30 C°. Sono disponibili inoltre le varianti per zone ATEX.

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A cura di Gianluca Di Lernia